Chi ha ispirato Dante per la Divina Commedia?


La Divina Commedia di Bonvesin de la Riva

Ma in realtà, cinquant’anni prima del Sommo poeta, già un altro aveva scritto di Inferno e Paradiso: si tratta di Bonvesin de la Riva, lo sconosciuto autore di una “Commedia” molto particolare, scritta in dialetto lombardo.

Il Significato Allegorico della Divina Commedia

La Divina Commedia racconta il viaggio immaginario di Dante attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, ma a livello allegorico rappresenta il cammino dell’umanità verso la redenzione ed il riscatto spirituale.

La Stampa della Divina Commedia

L’11 aprile del 1472 viene stampata a Foligno dal prototipografo maguntino Giovanni Numeister insieme ad Evangelista Angelini di Trevi e con la preziosa collaborazione dello zecchiere folignate Emiliano Orfini, l’editio princeps della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Cosa Rappresenta Dante per l’Italia

Il Sommo Poeta può essere legittimamente considerato il padre della lingua italiana, fu lui per primo a capire l’importanza del volgare e a scrivere i suoi capolavori in quella particolare lingua.

Dante e la Lingua Volgare

Nonostante lo scritto parli proprio della lingua volgare, esso fu scritto in latino, poiché l’autore voleva rivolgersi al gruppo ristretto dei doctores illustres, ovvero i poeti che volevano servirsi del volgare illustre per i propri scritti.

Il Latino Volgare

Il latino volgare (in latino: sermo vulgaris) è l’insieme delle varianti della lingua latina parlate dalle diverse popolazioni dell’Impero romano. La sua principale differenza rispetto al latino letterario è la maggiore influenza dei substrati linguistici locali e la mancanza di una codificazione legata alla scrittura.

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